Alessandro

Alessandro

Chitarra

Il ricordo che lo accompagnerà per sempre è quello di sua madre che infilava la cassetta nello stereo dell’auto, mentre lo portava a scuola, e partivano pezzi registrati dalla radio, di band come Rolling Stones, Queen, Bon Jovi, Guns’n’Roses, ma anche musica italiana, come Zucchero, Battisti, Dalla, ecc.
Assimilava senza rendersene conto, maturando inconsciamente che la musica avrebbe fatto parte di lui un domani. Grato, per questo, non solo a sua madre, ma anche a suo padre, che fu proprio chi lo fece avvicinare agli strumenti.

Inizia un po’ per gioco e un po’ per curiosità, a 16 anni, approcciandosi inizialmente alla tastiera del pianoforte, spostandosi poi sulla chitarra, per strimpellare qualche canzone.
Ma non gli basta: vuole quei suoni che ancora gli sembrano leggendari, quei suoni che solo una chitarra elettrica può dare!

A 18 anni, con il suo primo stipendio, compra quindi la sua prima chitarra elettrica (un Ibanez S-470) e inizia a prendere lezioni a due passi da casa, che durano solo 3 mesi…

La fretta di suonare è tanta, così dopo un periodo da autodidatta, comincia a far parte dei suoi primi gruppi: uno di inediti, uno di cover riarrangiate in chiave hard rock, poi uno di cover più commerciali, pop e rock’n’roll, per giungere infine ai Blackout, proprio nell’anno della loro fondazione.

Attaccare la chitarra all’amplificatore, portarlo al volume giusto e riempire la stanza di energia, è ciò che lo rende sereno e libero, viaggiando avanti e indietro nel tempo, facendogli provare una sensazione unica!

“Avete mai suonato una chitarra elettrica ad alti volumi?
Tutti provano la stessa emozione:
è quella di volare senza aereo, senza nave spaziale e senza ali…e la musica è tutto questo.”